Faq

- Devo sostituire il bocchino della mia pipa.

Per la sostituzione del bocchino può rivolgersi ad un negozio specializzato o direttamente a noi. Per effettuare la sostituzione il bocchino nuovo va adattato alla pipa, va pareggiato con il cannello e poi va verificata la tenuta corretta della spina. Deve perciò spedirci la pipa per effettuare la riparazione. Le consigliamo di inviarla per assicurata o raccomandata per essere più sicuro della consegna. Ogni sostituzione costa Euro 18,00 o Euro 24,00 se la pipa  non è Brebbia o Brebbia con bocchino speciale più 15.00 Euro per le spese di imballo e di rispedizione contrassegno. Ovviamente solo le pipe Brebbia avranno il bocchino originale con il logo Brebbia. Si ricordi di indicare il suo indirizzo completo .

 

 - Perché alcuni bocchini diventano marroni ?

Non tutti i bocchini diventano marroni: solo quelli di ebanite, quelli in metacrilato rimangono sempre lucidi.Il bocchino di ebanite è fatto di gomma vulcanizzata  ovvero una mescola di para pura o lattice di gomma, para sintetica, ebanite ventilata e zolfo. Una volta stampato il bocchino di gomma viene indurito facendolo ricuocere col vapore per 24 ore ( vulcanizzazione ).  Lo zolfo necessario nel processo di  vulcanizzazione può causare l’ ossidazione del bocchino in superficie se questo viene esposto alla luce. Per evitare l’ossidazione del bocchino e anche di scolorimento della radica  è meglio evitare di esporre le pipe alla luce diretta del sole e più in generale alla luce intensa .

Per pulire il bocchino si può usare una pasta abrasiva e un panno morbido o l' apposita pasta abrasiva Brebbia .

Quando è molto ossidato bisogna insistere molto ma alla fine torna come nuovo. Il bocchino in ebanite rimane più morbido ed elastico al dente, l' imboccatura è più sottile e comoda in bocca ma soprattutto è più economico  perché si può stampare.

Viene in genere montato su pipe di costo contenuto ma è anche richiesto espressamente da alcuni fumatori esperti che lo preferiscono al metacrilato.

Il bocchino in metacrilato ( plexiglass ) rimane invece sempre lucido e brillante ma è più fragile e duro al dente,  è più facilmente soggetto a rotture ed è più costoso perché va ricavato fresandolo dalla lastra  piena.

 

- Come mai la pipa in un punto si sta scurendo o si sta alterando il colore?

La sua pipa è semplicemente bruciata o sta per bruciarsi. Ce la invii per la sostituzione come previsto dalla garanzia. Purtroppo la radica è un materiale naturale e ( per fortuna raramente ) possono esserci impurità celate all' interno della struttura che non sono visibili all' esterno. In qualche raro caso la bruciatura può dipendere da chi fuma troppo caldo, ma siamo in grado di verificarlo N. B. La garanzia prevede una sola sostituzione. Se non è disponibile lo stesso modello e finissaggio la ditta si riserva il diritto di effettuare la sostituzione con la pipa più simile possibile per qualità e forma.

 

- Il bocchino della mia pipa si è otturato.

Verifichi per prima cosa se si è otturata la testa della pipa od il bocchino.  Se è solo il bocchino può spedire solo quello ,per la riparazione, altrimenti deve spedirci la pipa intera, preferibilmente smontata, per evitare danni durante il trasporto. Se vuole provare lei, e non riesce a sturarlo con una sfilza, deve riscaldare il bocchino con dell' aria calda ( phon ) , raddrizzarlo , entrare con una punta di trapano da 3,5mm. molto lunga dalla parte del flock ( quella opposta all' imboccatura ) e ripassare il foro, facendo attenzione a fermarsi a 12mm dall' imboccatura, facendola girare a mano. Poi deve curvare il bocchino facendo attenzione a non otturare il foro di tiraggio,interponendo uno spessore all' interno del foro. Non possiamo inviare bocchini sciolti perché il bocchino viene modificato in modo da calzare sul fornello, montato sulla pipa e poi pareggiato con la canna della pipa . In ultimo si deve riprendere il colore e lucidare la canna della pipa. E' per questo che ogni qual volta si sostituisce il bocchino di una pipa occorre anche la testa .

 

- Come si scelgono le pipe ?

A prescindere dal prezzo che è determinato dalla qualità della radica e che le nostre pipe ,anche le più economiche, si fumano tutte bene , la scelta è solo una questione di gusto, che è molto soggettivo. Se vuole fare un acquisto importante richieda una Brebbia con il marchio " PURA " stampigliato sulla pipa che sta a indicare che la radica usata non è stata stuccata e quindi non si macchierà nel tempo con l' uso ( lo stucco rimane del colore originale mentre la radica si scurisce ).


-  Le pipe sabbiate sono di buona qualità?

Assolutamente si. Si realizzano le pipe sabbiate in particolari situazioni di superficie della radica, cioè quando l’ abbozzo appena tornito presenta delle screpolature ( crepe superficiali  che tra l' altro sono più frequenti sugli abbozzi fiammati ) .

La  qualità della pipa sabbiata è sicuramente superiore a quella di  una pipa liscia stuccata, anche perché la lavorazione viene effettuata asportando, con la sabbiatura le parti tenere del legno. Se vi fossero delle tare nel legno questa lavorazione le metterebbe ancor più in evidenza.

Si tratta di una lavorazione difficile per la quale occorrono macchinari speciali  e particolare abilità. Se la vena della radica non è bella la pipa sabbiata non è bella da vedere e si preferisce rusticarla.

Le pipe sabbiate sono  apprezzate soprattutto dai fumatori esperti . Infatti oltre ai vantaggi di freschezza di fumata grazie alla maggiore superficie di raffreddamento si ha una pipa di radica selezionata soprattutto per durezza ( e quindi durata ) a prezzi vantaggiosi .

 

- Perché le pipe fiammate hanno prezzi molto  alti?

Le pipe sono fatte tutte con la radice dell' Erica arborea. Si utilizzano radici di piante che hanno mediamente 120 anni e che hanno la dimensione di un pallone da football dette  ciocchi.

Il segantino, utilizzando una sega circolare, ritaglia il ciocco in piccoli pezzi squadrati detti  abbozzi e placche. Gli abbozzi  si utilizzano per la produzione di serie, sbozzata a macchina ,mentre le placche (che non sono altro che abbozzi selezionati grazie alla  venatura fiammata) si usano per le pipe fiammate. Le placche si distinguono dagli abbozzi perché la parte superiore non viene rifilata ma lasciata allo stato naturale a dimostrazione del fatto che  vengono ricavate da una parte di ciocco lontana da rami o radici.

Le placche fiammate , a causa del maggiore costo iniziale ( mediamente da  4  a 5 volte superiore agli abbozzi di pari dimensioni ) vengono lavorate a mano libera cercando di ottimizzare al massimo la loro resa.

Vi sono placche di prezzi differenti in funzione della venatura più o meno larga ma sicuramente anche  dalle placche fiammate si ottengono ben poche pipe pure . I collezionisti lo sanno e sono disposti a pagare molto di più per il piacere di possedere un oggetto esclusivo e raro. Ciò però non ha nulla a che vedere con la funzionalità o con la fumabilità della pipa stessa. In poche parole è solo una questione estetica. Possiamo paragonare le pipe fiammate a dei gioielli di radica.

Vi sono differenze di lavorazione per la realizzazione di pipe lavorate da placche rispetto agli abbozzi ?

Gli abbozzi sono in genere usati per la produzione di pipe di serie.  Nelle pipe di serie il foro del fornello  è il primo ad essere realizzato con un operazione chiamata svasatura che definisce anche la parte alta del fornello , poi l' abbozzo viene lavorato con fasi successive  usando  delle frese prendendolo  sempre dal  foro del fornello con delle speciali pinze ad espansione chiamate maggette .

Le pipe fiammate invece  vengono prima sgrezzate a macchina e poi rifinite  a mano libera definendo la forma finale e nello stesso tempo cercando di eliminare ogni difetto superficiale.

 In questo caso il foro del fornello viene effettuato dopo per farlo stare in centro perché la forma finale potrebbe variare di molto.

Una pipa Pura può avere dei difetti ?

 Nessun fabbricante può garantire che non esistano difetti occulti . Perciò vi è una garanzia ma si presume che se la pipa è senza falli superficiali dentro e fuori è pura anche nella trama del legno.

 

- Si può  visitare il Museo della pipa di Brebbia ?

Siamo lieti di accogliere appassionati,collezionisti e curiosi presso la nostra sede e di mostrare il nostro museo che con le ultime acquisizioni si sta guadagnando fama internazionale.    L' orario di apertura è 8-12 ;13.30-17.30. Fuori orario od il sabato solo su appuntamento.    L' ingresso è gratuito. 

 

- Tutto sui filtri e sui sistemi.

Esistono pipe con vari standard di filtri. Questi tradizionalmente vengono inseriti nelle spine dei bocchini.

Le pipe più diffuse hanno filtri da 3,5 mm o da 9 mm.

Quelle da  3,5 mm. normalmente hanno   un piccolo sistema di metallo che  serve a non fare arrivare piccoli pezzi di tabacco in bocca.

Molti pipatori preferiscono non usarlo perchè peggiora il tiraggio e genera condensa .

Si può sostituire il sistema di metallo con dei tubetti di carta che asciugano un poco la condensa e vengono impropriamente chiamati filtri carta.

Le pipe con alloggiamento per il filtro 9mm. possono essere fumate indifferentemente sia con il filtro  balsa sia con quello carbone attivo  ma mai senza nulla per non danneggiare la boccola del bocchino che non sopporta nè il calore diretto nè l' estrazione del bocchino a caldo.

Suggeriamo l' uso del filtro 9mm carbone attivo se si prediligono miscele dolci di tabacco.

Serve ad attenuare il sapore  dolce che per molti è alla lunga fastidioso ed è un ottimo filtro.

Praticamente tutti i pipatori di lingua tedesca lo usano e si è diffuso molto anche da noi.

Suggeriamo invece i filtri balsa per le misture inglesi a base di  Latakia e per le miscele orientali. Il  filtro balsa  non altera il gusto e assorbe catrame e condensa anche se è  meno efficace di quello carbone attivo .

Qualora si   volessero fumare le pipe 9mm. senza filtro si può inserire un adattatore. I migliori sono quelli che hanno la dimensione dei filtri carbone e la battuta d' incastro elastica mediante O-ring.

( per eliminare la camera di espansione  che genererebbe condensa ).

 

-Dispongo di 2 pipe e vorrei imparare a fumarle . Qual' è la migliore per un principiante?

Deve cominciare con entrambe!

Mi spiego meglio: le pipe assorbono gli umori del tabacco e se non vengono lasciate adeguatamente riposare li rilasciano. In poche parole se sono ancora umide  si fumano male perchè hanno un cattivo odore e bruciano la lingua.

E' meglio perciò averne più di una e  lasciarle riposare per dare loro il tempo di asciugarsi.

In genere se una pipa resta spenta per più di 15 minuti si raffredda e genera condensa . E' tempo di lasciarla riposare come minimo 24 ore od anche 48 se è estate e c'è tanta umidità.

Può seguire i suggerimenti su come fumare la pipa alla voce “p.trainer” sul nostro sito.

 

- Ho letto che  le pipe dritte sono più facili da fumare. Perchè ?

Sicuramente una pipa curva  per la sua forma trattiene maggiormente  la saliva che involontariamente i principianti  lasciano passare dalla bocca nella pipa alle prime fumate .

 

 

-Ho delle Brebbia economiche ,nonostante i bassi prezzi, avrò un prodotto "fumabile" e che mi duri un po' di tempo?

Le nostre pipe indipendentemente dal prezzo sono tutte fumabilissime e fatte per durare nel tempo.

La differenza sta principalmente nella finitura che è il vero costo di produzione della pipa: Tutto viene fatto a mano con l' ausilio di piccoli motori elettrici.

Le nostre pipe non sono verniciate ma carteggiate con carte abrasive sempre più fini , tripolate con la pomice  e poi   lucidate con la cera carnauba che penetra nei pori del legno  e lo lucida lasciandoli  aperti.

Questo accorgimento fa si che le pipe "respirino" e di conseguenza si possano asciugare .

E' di conseguenza preferibile come criterio di  valutazione nell’acquisto di una pipa prendere in considerazione non solo il  prezzo, ma la serietà e professionalità di produttori  che come noi  si sono affermati nel tempo con una produzione tradizionale di alto artigianato.

I nostri prezzi  vengono determinati principalmente  dalla qualità della radica , dalle dimensioni della pipa ed dalla difficoltà di realizzazione ma tutte le nostre pipe sono prodotte con la stessa cura e attenzione.

Di conseguenza una nostra economica  pipa sabbiata  si fuma alle volte molto meglio di una nostra fiammata che costa 50 volte di più...ma anche l' occhio vuole la sua parte.

Esempio: una pipa chiara se economica viene in genere stuccata molto. Quando la pipa è nuova lo stucco non si vede ma con l'uso la pipa si scurisce e lo stucco  appare alla vista con antiestetiche macchie. Questo fatto non sminuisce la bontà della pipa, è solo antiestetico.

Quasi tutte le pipe sono più o meno stuccate perchè la radica cresce sottoterra e include impurità grandi e piccole .Sarebbe perciò più logico preferire pipe economiche più scure che  presentano meno inestetismi con l'uso.

Noi ,per un discorso corretto con il pubblico, marchiamo " PURA " la radica priva di imperfezioni visibili.Una specie di certificazione per i nostri "gioielli" di radica .

 

-La pipa ed i filtri

Fumare fa male si sa e lo dicono tutti ma la pipa si assapora nel senso che il fumo non si respira, e allora che senso ha fumare la pipa col filtro se il fumo si gusta in bocca ed al massimo si respira il fumo passivo?

Quando tutti fumavamo la pipa al posto delle sigarette non si sapeva nemmeno cosa fosse il filtro, ora che invece sono le sigarette a conquistare le masse si parla di tabacchi con sempre minori condensati e nicotina ma in realtà la grossa evoluzione della sigaretta è proprio il filtro”  low tar.( A parte una sempre maggiore predominanza di tabacchi biondi tipoVirginia e della sempre maggiore popolarità e diffusione nel mondo dell’ American blend  ”) .

Questa tendenza a filtrare tutto, ha influenzato , non me ne vogliano i puristi ,anche la pipa.

 Ogni prodotto ha una sua evoluzione : come  il vino  , per esempio, prodotto ed invecchiato come lo facevano gli antichi Romani , é per noi oggi imbevibile, anche  le miscele che si fumavano solo 30 anni fa  sono oggi infumabili .

Ebbene i filtri aiutano a fumare più asciutto , a mantenere la pipa più pulita e a migliorarne in generale il sapore soprattutto se non si abbonda troppo in pulizia.

Addirittura si è arrivati a fare dei distinguo tra chi fuma miscele inglesi e preferisce il filtro in balsa che si limita ad assorbire il condensato, e chi in generale  fuma miscele dolci o aromatiche e predilige i filtri a carbone attivo che permettono di rendere più asciutta e fresca  la fumata. Al  palato lascia un retrogusto meno caramelloso ,inoltre i tabacchi cosiddetti dolci, permettono di trovare complicità anche tra i vicini che non fumano e che odorano essenze molto piacevoli e di questo, visto l’ antitabagismo dilagante, ne abbiamo molto bisogno.

Abbiamo notato recentemente anche un grosso incremento nella vendita dei filtri in carta da 3 mm. che vanno a sostituire i vecchi sistemi in metallo ( che servono solo  a fermare eventuali pezzetti di tabacco   che potrebbero venire in bocca aspirando ) e che oggi non vuole proprio più nessuno.

In poche  parole il filtro va di moda anche per la pipa od è forse la sua evoluzione visto che ormai in Europa la vendita di pipe con filtro  cresce in maniera esponenziale ormai da anni.

Pipe Brebbia non è impreparata a questo trend  e  distribuisce con il suo marchio in Italia filtri 3, 6 e 9mm. più precisamente: 3mm. carta, 6mm. balsa o schiuma di mare ,9mm. balsa o carbone attivo.

Preferiamo infatti proporre per il 6mm. solo balsa e schiuma che permettono un sufficiente tiraggio           ma sconsigliamo  l’ acquisto di pipe con detto filtro  che pur essendo più slanciate ed eleganti come  

linea non sono molto funzionali.


-Tabacco Brebbia in busta  troppo secco

La distribuzione del nostro tabacco avviene direttamente dal nostro deposito fiscale privato al tabaccaio .

Per il trinciato da pipa questo si traduce generalmente in un vantaggio perchè con la distribuzione tradizionale i tabacchi in busta  arrivano già secchi al banco vendita.

Infatti la distribuzione tradizionale  pur  validissima per i tabacchi di largo consumo  non può dare un servizio accettabile per  prodotti che non hanno una levata settimanale regolare programmata ed in poche parole le buste di trinciato  invecchiano nei vari DFL ( depositi fiscali locali ) periferici.

Purtroppo però il trinciato arrivato fresco  può seccarsi in tabaccheria , tant' è che molte tabaccherie specializzate  ormai tengono i trinciati da pipa in busta nelle vetrine umidificate coi sigari.

 L' unica alternativa efficace sarebbe quella di acquistare trinciati in scatola metallica sottovuoto che si conservano molto meglio, ma non tutti i pipatori vogliono affrontare il costo del tabacco in scatola che , grazie alle Accise Italiane, è il doppio di quello Tedesco ed il triplo di quello Svizzero .

Di conseguenza   il prezzo della confezione metallica rispetto a quella in busta a parità di grammi costa praticamente il doppio.

Tuttavia  si può riumidificare un tabacco troppo secco portandolo in un ambiente umido es. nel bagno quando si fa la doccia e mantenerlo umido conservandolo in un vaso ermetico con la classica fetta di mela od un pezzo di patata.

 

-La Radica dell’ Erica Arborea
La radice dell’ Erica Arborea, comunemente chiamata Radica, è sicuramente tra le varie radiche, quella più adatta alla produzione delle pipe poiché è di legno duro e molto resistente al calore.
L’Erica Arborea è un arbusto tipico della macchia Mediterranea.
Circa il 30% degli arbusti di Erica generano un rizoma, comunemente chiamato ciocco, che si sviluppa tra le radici della pianta, poco sotto la linea del terreno e che in piante di circa 70 anni di vita raggiunge le dimensioni di circa il doppio di un pallone da rugby.
In genere questa è la dimensione minima  per poter essere raccolto.
Non si sa il perché, solo un terzo degli arbusti generano il rizoma, resta il fatto che se il bosco brucia, molto spesso a causa delle attività umane , queste sono le sole piante a sopravvivere all’ incendio.
Tuttavia nello sforzo di rigenerare la pianta il rizoma si prosciuga,  perde di consistenza e non è più utilizzabile.
Di ciocco ce n’è parecchio poiché è da considerarsi una pianta endemica, purtroppo pochi sono i boschi di macchia mediterranea che non hanno subito incendi per almeno 70 anni e si trovano quasi sempre in luoghi scoscesi ed inaccessibili.
Numerose sono le fasi di lavorazione del ciocco. Alcune sono molto faticose e non privi di rischi.
La prima fase viene gestita dal boscaiolo che, prima di cavare il ciocco, deve ottenere le autorizzazioni necessarie poiché i terreni ove si trova la Radica sono quasi sempre in terreni demaniali prospicienti il mare. 
Una volta estratto, il ciocco viene in parte pulito e quindi trasportato in segheria prestando particolare attenzione a proteggerlo dal calore diretto del sole e dalle correnti d’ aria per evitare che si formino crepe dovute al ritiro repentino del legno solo nella parte esterna del ciocco.
Per questo motivo si evita l’estrazione nei periodi più caldi dell’anno. 
La seconda fase avviene nelle segherie, dove il ciocco viene pulito soprattutto dai sassi, che rappresentano un pericolo aggiunto per chi lavora con le grosse seghe circolari.
Qui il ciocco viene stoccato con la massima cura all’umido e al fresco per evitare che si danneggi pronto per essere tagliato  con le seghe circolari in abbozzi a forma di pipa di varie dimensioni.
Gli abbozzi vengono ritagliati completamente a mano libera dal ciocco in varie misure standard cercando ottimizzare al massimo la resa ed eliminando il marcio.
Gli abbozzi per  realizzare le pipe dritte vengono chiamati Marsigliesi,  per le curve Rilevati.
Per realizzare le pipe fiammate, considerate dei veri gioielli di radica, invece si usano le Placche, che sono abbozzi particolarmente venati che superiormente mostrano la buccia del ciocco.
Il segantino infatti, esaminando con attenzione la buccia del ciocco, con l’ esperienza riesce, se c’è, ad estrarre  la Placca fiammata.
Si dice in gergo che “tira alla placca”, soprattutto perché è quella per lui più redditizia sempre che sia pura, ovvero che non presenti tare visibili esternamente altrimenti deve trasformarla in abbozzo.
La fase successiva è la bollitura ove gli abbozzi, separati per qualità e posti in robuste reti,  vengono bolliti in grosse caldaie di rame per circa 12 ore a fuoco vivo utilizzando gli scarti del taglio come combustibile.
Questo processo di lavorazione serve a “stabilizzare” la radica ed ad espellere il tannino presente in tutte le radici.
La scelta della qualità degli abbozzi avviene prima della bollitura perché dopo non sarebbe più possibile.
Gli abbozzi, espellendo il tannino durante la bollitura, si colorano superficialmente di marrone scuro occultando così venatura ed eventuali tare superficiali.
La migliore qualità è l’Extra, poi a seguire la Prima,  ed infine la Seconda o misto.
Gli abbozzi di qualità extra o extra-extra dovrebbero avere una bella vena e nessuna tara visibile almeno in superficie e sono destinati alle pipe lisce e chiare.
Questo almeno in teoria perché gli abbozzi sono un prodotto di madre natura e possono presentare tare nascoste anche molto estese.
Gli abbozzi trasformati in teste semilavorate subiscono una prima determinante scelta di finitura per ottimizzare al massimo la produzione.
In effetti stiamo parlando di una materia prima costosissima e bisogna cercare di vendere tutto ciò che si è sbozzato.
Le teste  con piccole tare vengono stuccate e poi tinte con colori più o meno scuri.
Invece le teste che presentano screpolature o crepe superficiali vengono sabbiate. 
La sabbiatura si ottiene spruzzando le teste con un getto d’aria compressa e sabbia che asporta le parti tenere del legno mettendone in risalto la trama.
E’ perciò importante che la trama sia uniforme e che non vi siano parti tenere per ottenere una bella sabbiata.
Abbiamo infine gli abbozzi destinati alla rusticatura. Questa particolare lavorazione elimina più che nascondere eventuali tare superficiali od una trama del legno poco significativa.
La rusticatura è un lavoro lungo e faticoso, che viene fatto a mano con l’ausilio di semplici attrezzi come sgorbie e spatole chiodate dopo aver messo a macerare le teste per qualche ora per ammorbidirle. Il risultato finale può stupire sia per estetica che per qualità di fumata.
Tutte queste lavorazioni infatti hanno ragione di esistere per necessità puramente estetiche e non hanno nulla a che fare con la qualità della fumata, ma si sa, stiamo parlando di gioielli di radica e anche l’ occhio vuole la sua parte. 
Un discorso a parte deve essere fatto per la stuccatura, che è una necessità ineluttabile se si considera che in percentuale solo l’ 8% delle teste a forma predefinita, posto che si lavori solo extra, escono veramente “ PURA” .
Questa percentuale può aumentare sino al 12% se si possono apportare variazioni di forma al modello.
 Ben pochi dichiarano, per un rapporto di massima trasparenza con la clientela, quando le teste sono pure al 100% e cioè che durante la lavorazione non è stato necessario utilizzare artifizi per nascondere eventuali difetti estetici della radica.
 Il vero limite della stuccatura è che comunque nasconde quanto sia effettivamente grande il difetto del legno è questo è lasciato solo alla serietà dei produttori.
Di fatto la stuccatura non inficia la fumata ma può creare solo degli inestetismi nel tempo perché il legno con l’uso scurisce mentre le stuccature no e quindi le stuccature diventano visibili con l’ uso prolungato soprattutto nelle finiture chiare.
Una volta bollita, la radica va “raffermata” in ambienti chiusi perché non è ancora trasportabile (rischio di rotture e crepe perché in questa prima fase il ritiro del materiale gonfio d’ acqua è notevole) e deve rimanere in segheria per almeno un paio di mesi e solo dopo questo periodo può essere consegnata ai produttori di pipe.
La seconda parte della stagionatura avviene presso i magazzini dei produttori.
Alla stagionatura forzata, che avviene con appositi macchinari deumidificatori e che permette un più veloce ritorno del capitale investito, si contrappone la stagionatura naturale,  il metodo più amato dai vecchi produttori di pipe ed il migliore per espellere i residui di tannino contenuto nelle radici che è la causa del pizzicore alla bocca fumandole pipe nuove.
La stagionatura naturale avviene in ambienti protetti.In genere la radica viene lasciata stagionare per almeno 12 mesi. 
Stagionature più lunghe rendono gli abbozzi più dolci ma è meglio non eccedere perché la radica molto vecchia prende più facilmente il tarlo.
Il tarlo in un deposito di radica è il vero pericolo ed una iattura perché non c’ è nulla che possa debellarlo e gli abbozzi danneggiati sono inutilizzabili.
L’ unico modo, se vi sono tracce di segatura in una casella, è di far passare attentamente la radica contenuta e di bruciare immediatamente tutti gli abbozzi infetti.
 

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